Villa Conchiglia

Aggiornato il: giu 19


Villa Conchiglia è il risultato di due rifacimeti di un originario castello, che si presume appartenuto alla famiglia Vagnone di Trofarello.

Autore del primo rifacimento è Gaspare Graneri, ministro delle finanze della corte sabauda, che impone alla villa la sua struttura attuale, ancora visibile nella facciata che guarda verso Vinovo, cioè verso il giardino con laghetto.

Sul soffitto della facciata antica si può notare il monogramma di Gaspare e lo stemma della famiglia Graneri, una spiga di grano con sopra un castello che simbleggia la rocca di La Roche, una città dell'alta Savoia.


Tra il 1769 e il 1779, probabilmente su disegno di Francesco Dellala di Beinasco, avviene il secondo rifacimento, che concerne esclusivamente la facciata che guarda verso il viale, l'entrata di servizio divenuta, con gli anni, facciata principale e che risente dello spirito neoclassivo dell'epoca.

Successivamente verranno modificati il giardino, piantato originariamente all'italiana e divenuto all'inglese, e la vasca delle ninfee.

E' di questo periodo una regata organizzata dal Marchese Giuseppe Luigi Graneri che si tenne, per divertire la Real Corte, sul torrente Oitana appositamente preparato. In occasione di questo avvenimento, l'incisore Ignazio Sclopis realizzò due vedute che rappresentano la facciata ed il parco della villa.


Alla fine del '700 la proprietà di Villa Carpeneto passa al Conte Giuseppe Maria Gerbaix de Sonnaz, marito di Enrichetta Graneri. I figli, nel 1868, vendono la villa all'avvocato Enrico Marenco che nel 1869 la rivende all'ingegner Vitale Rosazza.

Passata forse in mano ad altri proprietari, la Villa viene smembrata della maggior parte delle terre, finchè nel 1939 viene venduta così come è oggi, dal pittore Alfredo Chicco, al Conte Theo Rossi di Montelera che la restaura, con grande impegno di pittori, stuccatori e giardinieri e la abita fino al 1959.


Durante la guerra, a causa di un deposito liquori che vi era stato occultato, Villa Carpeneto subisce un'incursione di partigiani. Dopo la guerra, i proprietari tornano ad abitare nella villa.

Dal 1959 la Villa, proprietà di una anomina società Svizzera, è disabitata.

Da alcuni anni è stata dichiarata Monumento Nazionale.



Com'era




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