Villa Giulini


Ambientata su una collina, villa Giulini è circondata da un grande parco ombreggiato.

La villa così come oggi la vediamo venne fatta costruire da Giorgio come sua residenza di campagna e già era pronta nel 1746 se apprendiamo che in quell'anno, il 12 ottobre, vi si celebrarono le nozze della sorella del conte, Laura.

Morto lo storico Giulini, la famiglia si disinteressò quasi della proprietà e per questo fu facile per le truppe napoleoniche occupare la casa nel 1796 nell'ambito della conquista dell'Italia settentrionale sulla scia dei fatti della Rivoluzione francese.

I soldati utilizzarono la villa come punto strategico a guardia del passaggio sul ponte ed essa servì dapprima come caserma e poi come ospedale.

Nel 1866 la villa venne acquistata dal possidente Giuseppe Belloli che la abitò per alcuni anni, trascurandola però completamente dati gli alti costi per le riparazioni necessarie. All'inizio del Novecento, una componente della famiglia Belloli sposò il dottor Pietro Pavesi e gli portò in eredità l'abitazione.

La famiglia Pavesi prese la villa come propria abitazione, restaurandola e riportandola al suo antico splendore.

Nel 1944 la villa venne occupata dai nazisti che vi istituirono il locale comando tedesco.

Nel 1948, alla morte dell'ultimo membro della famiglia Pavesi, la villa venne donata all'Istituto della Fanciullezza Abbandonata di Milano che la utilizzò per un decennio come colonia estiva per i bambini assistiti.

Dagli anni '80 la villa venne affidata in comodato d'uso all'amministrazione comunale sino al 2009, venendo utilizzata come luogo di manifestazioni culturali e ritrovo, ma attualmente si trova in stato di abbandono.