Il Castello dei Maltraversi



Il Castello dei Maltraversi è situato sul pianoro che si apre sulla cima del colle; ha una superficie di oltre 5400 mq, entro una cinta muraria che si sviluppa per un’estensione di circa 430 metri lineari.

La struttura originaria più antica, ovvero quella risalente all’epoca dei conti Maltraversi, è tuttora perfettamente riconoscibile nella parte più occidentale; essa è impostata su una pianta triangolare di circa 900 mq, avente ai vertici la rocca e due torri.

Nell’anno 1000, per volontà di altri paesani, che vedevano nella fortificazione di un tale punto strategico una minaccia alla sicurezza dei propri confini, il castello venne demolito dalle fondamenta.

L’importanza del luogo, però, rese inevitabile che il castello venisse, dopo pochi decenni, ricostruito dalle stesse fondamenta.

Fu nel XIV secolo che il Castello, divenuto proprietà degli Scaligeri, assunse l’aspetto definitivo, tuttora riconoscibile e in parte conservato: furono erette le porte dotate di antemurale e ponte levatoio e la torre angolare lungo il tratto orientale; venne ricostruita ed innalzata la cinta muraria includendo nel perimetro anche la chiesetta dedicata a S. Daniele dalla famiglia Maltraverso, che l’aveva fatta erigere nella prima metà del XIII secolo, furono collegati i cammini di ronda con l’antica rocca, che venne irrobustita da un poderoso contrafforte, e infine venne costruito nel cortile minore il pozzo, scavando per decine di metri la roccia tufacea del colle.

Tra le più sostanziali modifiche apportate alle strutture del castello nel corso nel XIX secolo, vi è senza dubbio la costruzione di un nuovo, imponente edificio residenziale in stile vagamente neogotico, con merlature di impronta tipicamente veneziana; si tratta del corpo di fabbrica che godeva delle migliori condizioni, pur essendo in stato di abbandono come tutte le altre strutture.

Il XX secolo ha visto il lento ma inesorabile declino del castello, e la rovina di varie sue strutture; infine gli ultimi custodi lasciarono il castello, abbandonandolo così alla lenta e sicura distruzione.