L'Eremo della valle

Aggiornato il: ago 20


La grande chiesa con la facciata rivolta verso Torino, i grandi porticati nel retro della stessa, gli spazi di clausura, i parlatori, il chiostro, l’infermeria e i giardini.

Questo fu uno dei quattro eremi costruiti nel Seicento in Piemonte assieme a quelli di Torino, Busca e Cherasco: edifici in cui i monaci vivevano in celle in solitudine e preghiera.


La maestosità dell'edificio era talmente grande che venne incluso nell'opera Theatrum Statuum Sabaudiae, in cui venivano raffigurati gli edifici più importanti di Casa Savoia.


Dal 1661 al 1836 venne gestito dalla congregazione camaldolese, congregazione camaldolese.

Nel 1836, vista la soppressione della famiglia camaldolese, l'eremo venne dato in affidamento ai carmelitani scalzi, che gestirono l'eremo fino alla soppressione degli ordini religiosi.


Passato in mano demaniale, nel 1918 venne convertito dalla Croce Rossa Italiana in sanatorio per i reduci di guerra e poi per la cura della tubercolosi femminile; nel 1950 venne edificato, all'interno del parco, un edificio adibito ad ospedale, che venne riconvertito in RSA nel 1995 e definitivamente chiuso nel 2013.


Attualmente è in stato di completo abbandono e degrado.




Com'era


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