L'Ospedale dei Sordomuti

Aggiornato il: giu 19


Il complesso, attualmente in disuso, ha una storia nobile: sin dal Cinqucento, il fondo ospitava un palazzo dei Tiepolo, a cui era annesso un fondo agricolo costituito da un brolo (orti e frutteti) e trenta campi.


La costruzione si articolava nella casa domenicale, rivolta al Terraglio, e in due fabbricati di servizio.

Prima del 1590 il complesso era passato ai Pizzamano, ma già nel 1663 risulta dei Malipiero, mentre nel 1740 era dei Fovel.

Attorno al 1760 passò al conte Spiridion Peruli, il quale aveva pianificato (ma il progetto non fu mai realizzato) un ampliamento del perimetro per dare all'area una forma quadrangolare modificando il tracciato della via Marocchesa.

Dopo essere stata dei Mons, in età napoleonica la villa fu demolita e i nuovi proprietari, i Guadagnin, si stabilirono in una delle barchesse.

Dopo tre generazioni, la villa fu venduta agli Stadler.


Nel 1928 la villa fu acquistata dalla Provincia di Venezia e l'anno successivo vi fu aperto l'Istituto Sordomuti.

Il centro ha continuato a funzionare come convitto sino al 1975, quando si evolse in centro audiofonologico.

Quest'ultimo fu trasferito poi alla Gazzera e gli edifici hanno ospitato per un periodo il Centro di Elaborazione Dati della Provincia di Venezia.


Nel 2007 gli stabili sono stati venduti alla Generali Proprieties s.p.a.

Sulla strada si affaccia ancora l'oratorio dedicato all'Arcangelo Michele, costruito ai primi del Settecento.



L'Oratorio




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